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Visita ad Ostia Antica
Ostia antica : primo itinerario





Inizio percorso :
Fine percorso :

Percorso totale :
Tempo medio : circa 3 ore

 
 


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VOCABOLARIO
DEI TERMINI
UTILIZZATI NEL TESTO



 


La via Ostiense
La via Ostiense, che ancora collega Roma ed Ostia con un tracciato molto simile a quello romano, originariamente era il tratto piu' meridionale della via Salaria, utilizzata dalle popolazioni Sabine per il trasportarto del sale prodotto nelle saline alle foci del Tevere, il cui uso duro' per tutta l'epoca romana.
Con l'accrescersi dell'importanza di Ostia questo tratto della via Salaria fu rinominata "via Ostiensis" da cui il nome moderno di Ostiense.
Gli archeologhi, in base al ritrovamento di un cippo migliario, sono del parere che la prima pavimentazione della via Ostiense fu eseguita nel III secolo A.C.

 


I Vigili del Fuoco

Nell'antica Roma già nel 22 A.C. alcuni addetti ai servizi pubblici si occupavano di intervenire in caso di incendio, Augusto ( 23 A.C. - 14 D.C.) organizzo' un vero corpo dei vigili del fuoco con un prefetto che ne aveva il coordinamento, anche con compiti giudiziari contro i reati di incendio.
Nella città di Roma il corpo dei vigli raggiunse i 7000 addetti dislocati in 700 caserme.
Il primo distaccamento ad Ostia fu disposto da Claudio (41 - 54), successivamente Domiziano (81 - 92) costrui' la prima caserma su luogo dell'attuale, in cui prestavano servizio 400 uomini in turni di quattro mesi.
La caserma era ancora attiva nel 207 ( periodo di Caracalla) quando fu ristrutturata e vene abbandonata quando Ostia perse la sua importanza, circa verso la metà del III secolo.

 

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Marco Aurelio

Marco Aurelio ( 161 - 180) fu adottato da Antonino Pio ( 138 - 161), successore di Adriano, secondo la tradizione di trasferire la carica di imperatore per adozione e non per discendenza in quanto questo modo di procedere assicurava la scelta del piu' adatto senza il vincolo di trasmissione per parentela che poteva portare sul trono un incapace.
Sposo la figlia di Antonino Pio e fu nominato console, nel 146 gli venero conferiti i poteri che indicavano la sua successione al trono.
Alla morte di Antonino Pio ne eredito la carica e forzo' il senato a nominare Luci Vero coimperatore.
Nel 166 nomino "Cesare" suo figlio Commodo e gli conferi la carica di "Augusto" nel 177, interrompendo cosi' la successione per adozione.
Per questo ricevette aspre critiche dal senato, ben consapevole dei pericoli insiti nella trasmissione della carica di imperatore per successione di parentela.
Purtroppo il senato aveva tutte le ragioni infatti Commodo fu uno dei peggiori imperatori di Roma (vedi sotto).

 


Commodo

Primogenito di Marco Aurelio regno' dal 180 al 192 D.C.
Di aspetto gradevole ma di carattere debole fu succube di alcuni personaggi che lo convinsero ad un comportamento riprovevole.
Il suo regno si contraddistinse con una serie di condanne a morte e di crudeltà.
Commodo divenne sempre piu' dispotico, al punto di indicare Roma con il nome "Commodiana", come fusse una sua proprietà.
Assetato di potere amava gli spettacoli piu' cruenti ai quali partecipava, ovviamente, cogliendo sempre la vittoria.
In queste occasioni la corte doveva ripetere piu' volte a gran voce le sue lodi, con la frase :
"Tu sei il signore e sei il primo o fortunatissimo fra gli uomini.Vincitore sei tu e vincitore sarai da sempre. Tu sei il vincitore"
Mori strangolato dal suo allenatore di lotta , odiato dal senato e dal popolo romano che distrusse tutte le sue statue.

 


Claudio

Tiberio Claudio Nerone Germanico ( 41 - 54) divenne imperatore suo malgrado.
Di salute caagionevole e, secondo alcune fonti, con un certo ritardo mentale fu nominato colllega di consolato da suo cugino Gaio quando divenne imperatore.
Alla morte di Gaio, assassinato, Claudio si nascose tra i tendaggi di una stanza del suo appartamento da cui usci' solo dopo essere stato scoperto da un soldato che lo condusse al campo pretorio dove, inaspettattamente, venne nominato imperatore. A cose fatte il senato fu costretto ad accettare la nomina che invece, secondo le prerogative dei senatori, era di loro esclusiva competenza.
Claudio mori' avvelenato dalla sua quarta moglie Agrippina che lo uccise per accelerare l'ascesa al trono del figlio dodicenne Nerone avuto da un matrimonio precedente.

 


Origini delle Basilica

Oggi con il termine Basilica si intende principalmente il luogo di culto Cristiano, ma le origini del nome sono ben diverse.
Il termine deriva dal greco " stoà basilike' " che significa " portico regio " ed era utilizzato nel mondo pre-ellenico per indicare un particolare tipo di portico.
Nella Roma antica la Basilica era un edificio monumentale realizzato seguendo le principali caratteristiche architettoniche della civiltà romana e destinato come Foro coperto per svolgere prevalentemente attività di carattere pubblico.
Solo successivamente il Cristianesimo prese questo tipo di costruzioni come modello per i suoi edifici di culto.
La Basilica inizialmente era una grande sala contornata da colone che sostenevano una copertura, piu' tardi venne ampliata con l'aggiunta di navate, un secondo piano ed un abside.
Nel IV secolo, con la Basilica di Massenzio, l'architettura della Basilica subi' un rilevante cambiamento prendendo a modello i grandi complessi termali, anche questa evoluzione fu ripresa dal Cristianesimo nelle chiese rinascimentali.



 

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Culto di Mitra

Il culto di Mitra, nativo dell'Iran, inizio' ad essere conosciuto in Italia verso la fine del I secolo D.C., diffuso dai soldati delle legioni di ritorno dall'oriente.
Ad Ostia i templi di questa religione (mitrei) risalgono al II e III secolo D.C. e sono ben 17.
Il culto prevedeva che i fedeli dovessero passare per sette porte celesti ( le sette sfere celesti) prima di raggiungere la purificazione.
Il dio Mitra era nato in una grotta per questo i locali destinati al suo culto ( mitrei ) erano costruzioni senza finestre e con la porta disposta lateralmente in modo che, da fuori, non si potesse vedere l'interno.



 


Tecniche di costruzione

I romani utilizzarono nelle varie epoche diverse tecniche di costruzione, la loro presenza fornisce una datazione di massima della costruzione.
Le tecniche utilizzate erano :
  • Opera Quadrata :
    costituita da blocchi di tufo o di pietra a forma di parallelepipedo sovrapposti.
    Utilizzati nell'epoca piu' antica ( VIII secolo A.C. ) in età piu' tarda fu mdificata legando i blocchi con grappe di ferro.
  • Opera cementizia :
    la costruzione avveniva gettando un conglomerato entro casseforme di legno.
    L'impasto era costituito da calce,sabbia,pozzolana,pietre frantumate o spezzature di marmo.
    Fu utilizzata dal III secolo A.C. e consenti notevoli progressi nell'architattura delle costruzioni in quanto semplificava la costruzione di manufatti curvi e delle volte.

L'Opera Cementizia era completata da un rivestimento di blocchetti o di mattoni ( a seconda delle epoche) e spesso intonacata.
Per maggiori dettagli e foto vedi
Le costruzioni Romane



 


Gli appellativi degli imperatori

Imperator :
Con il significato di " generale " o " condottiero " veniva utilizzato dalle truppe dopo una vittoria come riconoscimento per le capacità del loro comandante.
Divenne titolo fisso a partire da Giulio Cesare.

Cesare:
Il nome dell'imperatore Giulio Cesare (44 A.C.) fu adottato da molti altri imperatori ed utilizzato come titolo per i principi della famiglia imperiale destinati a succedere nella carica di imperatore.

Augusto:
L'appellativo di " augusto " fu dato per la prima volta ad Ottaviano ( 27 A.C. ) e successivamente assunto da tutti gli imperatori.
Deriva dal termine "augur" (santificato).

Pio:
L'appellativo di " pio " fu utilizzato a partire da Antonino Pio( 138 - 161 ) con il significato di " rispettoso degli dei, dello stato e della famiglia ".

Felice:
Fu utilizzato in congiunzione con l'appellativo Pio.



 


Rievocazioni storiche

Il Gruppo Storico Romano
( www.gsr-roma.com ), associazione di appassionati, ricostruisce ed utilizza oggetti del I secolo D.C.
Tra le molte manifestazioni, tutte le Domeniche mattina dalla primavera in poi, si puo' assistere ad una marcia di soldati Romani che, armati di tutto punto ed in formazione militare, percorrono le vie della città di Roma ( o meglio dell' VRBE, come usano dire ) fino al Circo Massimo.
Nell'ampio spazio dove si ergeva il Circo Massimo danno vita ad una bellissima rievocazione.

vedi le foto


 


La struttura di governo di Ostia

Dal I secolo A.C. e per quasi tre secoli Ostia ebbe un governo conforme al modello stabilito da Roma per le sue colonie, composta da una magistratura civile e dalle cariche sacerdotali.
L'autorità esecutiva era composta da :
  • Duoviri :
    Due cittadini osiensi, di alto censo, che venivano eletti dall'assemblea dei "decurioni" ( vedi oltre ) e che rimanevano in carica per un anno.
    I loro compiti principali erano di presiedere le assemblee popolari e di amministrare la giusizia, fatto eccezione per i reati che comportavano la pena di morte che poteva essere sentenziata solo dal questore o dai magistrati romani.
    Solo ogni cinque anni i duoviri erano investiti di una maggiore autorità che gli consentiva di revisionare il catasto e aggiudicare gli appalti pubblici.
    I duoviri non si occupavano dell 'annona e della gestione degli approvvigionamenti di Roma, imcarichi riservati esclisivamente ai funzionari romani dislocati ad Ostia.


  • Edili :
    Due cittadini ai quali spettava il controllo dei mercati, la verifica dei sistemi di misurazione, la manutenzione degli edifici pubblici e dei servizi ( acquedotto e fognature).


  • Questori aerarii :
    Amministravano la cassa cittadina i cui introiti erano solo parzialmente dovuti a tassazione ( le tasse erano dell'ordine di qualche percento ).
    Le maggiori fonti di introito erano le rendite sulle proprietà pubbliche, sull' acquedotto, le multe, particolarmente pesanti quelle per chi non rispettava i regolamenti funerari, e le donazioni di cittadini particolarmente ricchi, che spesso superavano tutti gli altri cespiti.


  • Patroni :
    Cittadini scelti come interfaccia con le autorità romane e l'imperatore.


  • Decurioni :
    Erano i membri del consiglio ( decurioini) , in numero di 100 poi portato a 110, nominati dal consiglio stesso tra i cittadini di posizione piu' agiata.
    I decurioni avevano dei subalterni salariati e nominati anualmente per svolgere le mansioni operative, che erano :

    Scribae cerarii che mantenevano gli archivi coadiuvati dagli Scribae librarii

    Lictores, formavano la scorta dei duoviri

    Viatores, messaggeri e Praecones araldi.

Infine esisteva la categoria denominata "familia pubblica" formata da schiavi e liberti con mansioni di basso livello che era l'unica ad avere un incarico stabile e non anuale.





Data la vastità dell'argomento i numerosi grafici e le molte fotografie commentate
la visita virtuale ad Ostia antica è divisa in piu' parti

La migliore visione di queste pagine si ha con risoluzione dello schermo di 1024 x 768

 



Cenni di storia


Piantina di Ostia antica


Ostia antica
Piantina della zona circostante la città di Ostia antica.
A nord dal I secolo D.C. nacque la città di Porto con i due bacini di Claudio ( C) e di Traiano (T).
Verso sud nel III secolo D.C. la via Severiana la collegava alle ville dei patrizi e degli imperatori .

 

L'antica Ostia si trovava in un territorio molto diverso dall'attuale, la città era in riva al mare, che ora è arretrato di circa 4 Km, nelle sue immediate vicinanze si trovava un grande stagno, ora prosciugato, e un esteso impianto di saline, inoltre il Tevere formava un' ansa scomparsa nel 1557 a seguito di una piena.
Nella pianta a lato sono indicati i dintorni di Ostia e le pricipali vie di comunicazione, il borgo medioevale è indicato perchè facilmente identificabile costituisce un ottimo punto di riferimento per collocare i luoghi scompasi.
Le origini di Ostia sembrano risalire al quarto re di Roma, Anco Marcio, che, per estendere il domino di Roma fino al mare controllando cosi' la produzione ed il trasporto del sale, occupo' i territori lungo il corso del fiume, fondando la colonia di Ostia.
In realtà alcuni rinvenimenti sembrano indicare l'esisteza di una Ostia precedente che potrebbe trovarsi in una zona, presso le saline, non ancora esplorata.
Il primo insediamento fu di carattere prevalentemente militare, cioè un Castrum, dotato di mura ( vedi pinata in alto) con all'interno un Cardo ed un Decumano e, al loro incrocio, il Foro .
Nell'anno 80 A.C. a protezione dell'insediamento fuono costruite la Mura Sillane ( vedi pianta principale).
Fu solo sotto l'imperatore Augusto che Ostia si abbelli' di monumenti ed edifici abitativi e verso la metà del I secolo D.C. raggiunse il massimo sviluppo neli traffico portuale.
Ma a causa del basso fondale le navi piu' grandi non potevano entrare in porto ed erano costrette ad ormeggiare alla fonda, cosa che rallentava e rendeva piu' costose le operazioni di carico e scarico.
Per questo motivo l'imperatore Claudio fece costruire un nuovo porto a circa 3 Km verso sud, dando origine all'insediamento di Portus ( vedi pintina a lato).
Negli anni che seguirono Ostia accrebbe la sua magnificanza con nuovi monumenti, edifici ed interi quartieri.
La decadenza inizio' nella seconda metà del III secolo D.C., intercalata da periodi di relativa ripresa fino al 402 quando la capitale fu spotata da Roma a Ravenna.
In questi anni inizio' il vero e propri declino anche a seguito dei saccheggi di Vandali e Visigoti e dell'occupazione di tutto il litorale ad opera dei Goti ( anno 537).
Infine nel IX secolo la città fu depredata anche dei meteriali da costruzione che vennero utilizzati per il Duomo di Orvieto e Piazza dei Miracoli di Pisa.

L'ingresso

Superato il cancello di ingresso, prima di arrivare alle mura repubblicane che circondano Ostia ( vedi la pianta ), si attraversa la necropoli ostiense, di scarso interesse per un visitatore generico non viene trattata in questa sede.
Dopo un breve percorso si arriva a porta Romana da cui inizia la visita virtuale.


Parte 1 - Da Porta Romana al Castrum

Questo primo itinerario ha il punto di massimo interesse intorno al Teatro che è una zona relativamente conservata e parzialmente restaurata, mentre delle costruzioni all'inizio del percorso rimangono solo pochi resti e qualche mosaico, poco visibile in quanto collocato all'aperto ( delle costruzioni mancano i tetti ) ricoperto di foglie e terra.
Nel seguito le zone di maggiore interesse sono indicate con il simbolo : Zona di maggiore interesse
Le foto di ciascuna zona sono al link indicato dal simbolo : Vedi foto


Terme dei Cisiarii Vedi foto





Fig. 1
Ostia antica
Piantina della zona dei Magazzini Repubblicani
 



La visita alla città di Ostia antica inizia da Porta Romana.
Appena superata la porta si è sul decumano massimo che percore tutta la città fino al castrum.
Alla sinistra del decumano si apre un vasto piazzale (Piazzale della Vittoria) con un grandeNinfeo, luogo di sosta e ristoro per le carovane che entravano in città, alla destra del ninfeo è collocata la statua di Minerva Vittoria Alata che forse faceva parte della decorazione di Porta Romana.(Foto 1 e 2 )
Dalla parte opposta del decumano massimo, di fronte al ninfeo, si trova via dei Magazzini Repubblicani sulla quale si affaccia un fabbricato, del 112 D.C. ( la datazione è conseguente ai bolli sui mattoni) con un porticato ed una serie di Tabernae ( vedi piantina a lato).
Proseguendo lungo via dei Magazzini Republicani si incontra,sulla destra, un caseggiato con pavimento in mosaico del III secolo raffigurante animali marini, anche immagginari, e una Nereide che cavalca una tigre, sotto alla tigre si trova la figura di un cane con il nome Monnus, da cui il caseggiato è chiamato del cane Monnus.
Sulla sinistra si trovano i resti di un edificio chiamato Magazzini Repubblicani, anche se è probabile che l'edificio non sia stato un magazzino, ma una zona commerciale.
Il suo aspetto originale è stato modificato in epoche diverse da quattro fasi di costruzione che oltre a variarne l'aspetto ne modificarono le funzioni.
Con l'Imperatore Adriano ( 117 - 138) tutta l'ala nord fu trasformata in impianto termale chiamato Terme dei Cisiarii perchè decorato con raffigurazioni di carretti ( il nome deriva dal termine "cisium" che significa carretto), una successiva ristrutturazione all'impianto termale fu fatta nel III secolo. (
Alle terme si accede da un primo locale (B) non riscaldato ( detto "frigidarium") che si affaccia sulla strada, il livello è piu' basso del piano stradale perchè l'edificio non fu rialzato come invece accadde per quasi tutta Ostia.
Nel frigidarium si trova uno dei mosaici piu' belli di Ostia risalente al periodo adrianeo.
Vi sono rappresentate due file di mura con porte e torri. Al di fuori delle mura si svolgono scene della vita dei carrettieri, nella parte inferiore vi sono figure marine di fantasia.(Foto 4)
Dal frigidarium si passa in un ambiente riscaldato con un abside (C) in cui si trova un mosaico raffigurante Nereide e Amorino con mostri marini, emtrambi del III secolo.
Segue un ambiente di disimpegno (D) , provvisto di bacino, ed un altro riscaldato (E) con mosaico di epoca adrianea ( II secolo) rappresentante una scena di caccia, una successiva stanza ha un mosaico mal conservato rappresentante atleti.
Sulla sinistra si trovano un mitreo (1) di cui restano poche tracce ed un sacello (2) il cui pavimento è ricoperto con un mosaico raffigurante fiori in marmo policromo ed è uno dei primi mosaici realizzati in questo modo ad Ostia. (Foto 11 e 12 ).
Superato il sacello (2) si incontra un portico ( 3 Portico del Tetto spiovente) con numerose botteghe ( età adrianea 117 - 138).
Il portico, costruito in età diverse, seguiva tutto il Decumano Massimo offrendo uno spettacolo monumentale a chi entrava in città.
Nell'angolo del portico (3) si trova un cippo ed un basamento di età repubblicana che appaiono molto piu' in basso del Decumano di età imperiale in quanto, come già accennato, gran parte della città fu rialzata, inoltre in questo punto si puo' vedere un tratto della tubatura (4) che collegava l'impianto idrico della città all'acquedotto.
Dietro al portico si trova l' Horrea Antoniniani, edificata nell'età di Commodo (180 - 192), era il piu' grande granaio di Ostia, ora completamente interrato.

Il quartiere di Adriano (117 - 138) Vedi foto



Caserma dei Vigili e Terme di Nettuno


Fig. 2
Ostia antica
Quartiere di Adriano
Terme di Nettuno e Caserma dei Vigili
 


Proseguendo lungo il Decumano, nel mezzo di questa arteria principale, all'altezza di Via dei Vigili (vedi pianta a lato) si incontra un pozzo di fattura molto rozza databile intorno al V secolo D.C. che indicherebbe l'inizio della decadenza di Ostia in questo periodo, infatti la presenza di tale ostacolo nel mezzo della via prinpipale implica un traffico di carri molto ridotto e, la necessità di un pozzo, fa supporre che l'acquedotto non fosse piu' efficente (Foto 13 ).
Da questo punto ( via dei Vigili ) inizia il quartiere edificato da Adriano (117 - 138), delimitato da via della Fullonica e via delle Corporazioni, facente parte di un' omogeneo piano regolatore ideato sotto Domiziano (81 - 96) e adottato da Adriano.
L'isolato presenta, lungo il Decumano, un lungo portico su cui si affacciavano una serie di "taberne", detto Portico di Nettuno, a continuazione del portico del Tetto Spiovente ( anch'esso dell'epoca adrianea, vedi paragrafo precedente), dei portici restano solo parte dei pilastri.
Il portico di Nettuno, edificato tra il 117 ed il 138, fu restaurato già nel II secolo a causa di ingenti danni provocati da un incendio.

 

Terme di Nettuno Zona di maggiore interesse Vedi foto

Dietro al portico si trovano le Terme di Nettuno, costruite dal governo centrale sono tra le piu' grandi di Ostia, furono edificate sopra le precedenti terme domiziane (81 - 96) e richiesero enormi risorse economiche.
Adriano stanzio' la cifra di due milioni di sesterzi, che non bastarono. Dopo la sua morte i lavori ripresero sotto Antonino Pio (138 - 161) che per portarli a termine fu costretto a disporre un'altro rilevante stanziamento. Le terme furono inaugurate nel primo anno del suo regno, il 139 D.C..
L'impianto termale costisuisce un complesso di forma quadrata con lato di 67 mt.
La parte sinistra della costruzione, guardando dal portico di Nettuno, nel piano inferiore era divisa in locali di servizio per le terme, mentre il piano superiore era utilizzato per locali dati in affitto.
Sul Portico di Nettuno era realizzata una terrazza, ancora oggi accessibile , ma non aperta al publico, da una scala che si trova sul Decumano , dalla quale si possono vedere i mosaici che si trovano nell'atrio delle terme ( vedi figura a lato punto A), ritenuti tra i piu' eleganti di Ostia.
L'impianto termale prevedeva, come tutte le terme romane, una serie di piscine con acqua a temperatura crescente, che si possono visitare entrando da Via dei Vigili, con riferimento al grafico ( vedi sopra), si ha :
  • F : Frigidarium ( acqua fredda).
  • T : Tepidarium ( acqua tiepida).
  • C : Calidarium ( acqua calda).

L'accesso principale alle terme è su via dei Vigili e conduce in una ampia sala (A) decorata con un mosaico rappresentante Nettuno su una quadriga di ippocampi e due una serie di figure mitologiche ( Tritoni, Nereidi e mostri marini). Foto 5,6,7,8.
Sulla sinistra si trova un'altra grande sala (B nella pianta) in cui è raffigurata Anfitrite ( sposa di Nettuno ) su un Ippocampo, preceduta da Imepe ( figura alata) che si muove incontro a Nettuno. Foto 5,6,7,8.
Sulla destra si sviluppano le sale delle terme, la prima che si incontra è il frigidarium (F nella pianta) in cui si trovano, lateralmentre, due colonne di granito ben conservate con capitelli corinzi, al centro un grande mosaico rappresentante Nereidi, Tritoni, serpenti marini e Ippocampi.
Dal frigiarium si accede a due locali a tempreratura intermedia ( tepidarium ), riscaldati da condotte in terracotta che adducevano aria calda ( vedi struttura delle terme romane ) generata nei locali sottostanti dove veniva anche scaldata l'acqua per le piscine. Segue il calidarium ed un secondo vano adibito anch'esso a calidarium ( l'ultima stanza) ma successivamente abbandonato.
A fianco di queste costruzioni, verso via della Fontana, si trova una grande palestra circondata da colonne, ora distrutte.
Sotto alla palestra è stata travata una grande cisterna ( circa 36 mt x 26) che prima della costruzione delle terme serviva, presumibilmente, per fare rifornimento alle navi.
Percorrendo via dei Vigili fino all'incrocio con via della Palestra ( vedi pianta) sotto al livello stradale si vede un mosaico di età antecedente, che faceva parte di una struttura termale dell'età di Claudio (41 - 54), la piu' antica tra le terme di Ostia.

Caserma dei Vigili Vedi foto

Proseguendo su via dei Vigili si incontra a sinistra la caserma ( a destra esisteva un fabbricato ora intertato), costruita sotto Domiziano ( 81 - 92) fu ristrutturata da Adriano (117 - 138), Settimio Severo (193 - 211) e Caracalla (211 - 217).
A destra e a sinistra dell'ingresso si trovano tre mescite di vino ( due a sinistra e una a destra) di cui restano solo i mosaici, dai quali è stato possibile desumere la destinazione dei locali, risalenti al III secolo, l'ultimo locale a sinistra ( indicato con o nella pianta) è una latrina.
Nei due locali di sinistra il proprietario ha immortalato il suo nome, Proclo, firmando i mosaici.
Entrando, superati i locali per la mescita del vino, si passa in un vestibolo ( V nella pianta) dal quale si accede ad un ampio cortile ed ai resti del porticato che lo ornava.
Intorno al cortile (Foto 9) si sviluppano i locali in cui dormivano i soldati. All'estremità verso l'ingresso si trovano due fontane, forse utilizzate come lavatoi, mentre all'estremità opposta (A nella pianta) un "Caesareum" dedicato ad Antonino Pio (138 - 161), Marco Aurelio (161 - 180), Lucio Vero (161 - 169, vedi nota a lato), Settimio Severo (193 - 211), manca Commodo (vedi nota a lato) perchè il Senato aveva proibito di onorarne la memoria.

Via della Fullonica e via della Fontana

Usciti dalla Caserma dei Vigili si procede verso via della Fullonica che si trova parallela alla Caserma dalla parte opposta alle Terme di Nettuno ( vedi pianta in alto).
Su via della Fullonica, che costeggia la Caserma, si trova una delle piu' grandi fulloniche rinvenute ad Ostia. L'impianto è costituito da un ampio locale con vasche e da quattro stanze attrezzate con conche di terracotta per la pigiatura delle stoffe, al termine dell'edificio si trova un cortile porticato con banconi ed un sacello con altare.
Al termine di via della Fullonica si volta a sinistra imboccando via della Fontana.
Sulla sinistra di via della Fontana si trova un fabricato ( Caseggiato delle Fornaci) di forma rettangolare che conclude il quartiere di Adriano, a circa metà della via la fontana pubblica da cui il nome.
Il Caseggiato delle Fornaci prend il nome da un impianto industriale che si trova nella prima parte del caseggiato, costituito da un locale con forno circolare, alcune stanze con vasche ed un secondo locale con forno.
Procedendo lungo via della Fontana verso il Decumano, superata la zona industriale, il caseggiato diventa a destinazione abitativa nella parte su via della Fontana e commerciale su via delle Corporazioni ( parallela a via della Fontana dalla parte opposta del fabbricato, vedi pianta).
Nella zona abitativa si puo' visitare un appartamento destinato al ceto medio.
Il primo ambiente ha una decorazione, ben conservata, il cui schema si ripete sulle quattro pareti. La decorazione risale all'età di Commodo (180 - 192) ma utilizza impostazioni architettoniche proprie del periodo di Adriano (117 - 138).
Il soffitto della stanza è decorato a losanghe e quadrati in giallo e rosso.
Seguono una serie di botteghe ed un'altra abitazione (Insula dell'Ercole bambino) di scarso interesse in quanto le pitture che dano il nome alla casa sono state staccate .
Prodedendo verso il Decumano, al termine del fabbricato, si trova una mescita di vino (caupona), opportunamente posizionata tra le due strade e con un ingresso anche dal portico di Nettuno.
Al suo interno, sul pavimento, si trova una scritta che, tradotta, recita "Dice Fortunato poichè hai sete bevi dal cratere", da questa scritta il locale ha preso il nome di "Caupona del Fortunato".

Teatro e Piazzale delle Corporazioni Zona di maggiore interesse Vedi foto


Ostia antica Teatro e Foro delle Corporazioni


Fig. 3
Ostia antica
Foro delle Corporazioni e Teatro
 

Procedendo lungo il decumano, appena superato l'incrocio con via delle Corporazioni che fiancheggia il lato sinistro del fabbricato descritto in precedenza, si è all'ingresso del teatro (Foto 15).
Proprio sul decumano si trovano i resti di un edificio cristiano in cui, tra il IV ed il V secolo, sarebbe stata deposta la salma del vescovo Ciriaco, martirizzato con Santa Aurelia, il suo sarcofaco con la scritta "hic Quiriacus dormit in pace" è visibile sulla destra dei resti della costruzione Foto 14).
Questo edificio fu l'unico di tutta Ostia rimasto funzionale durante il Medioevo , grazie ai pellegrini che vi si recavano per onorare San Ciriaco, anche se non è sicuro che il sorcofago si riferisca veramente al martire cristiano, per certo si sa che presso gli archi davanti al teatro ( vedi sotto) vennero giustiziati alcuni soldati convertiti al cristianesimo.
Accanto all'oratorio cristiano si trova uno dei due ninfei che ornavano l'ingresso del teatro e sul decumano, di fronte al teatro i resti di due archi , eretti in onore di Caracalla, che forse erano collegati da una copertura in legno che costituiva l'atrio coperto del teatro.
Oggi di questi archi restano solo due coppie di piloni in latterizio, superati i quali si è all'ingresso del teatro.
La costruzione del teatro risale alla fine del I secolo A.C. , si tratta quindi di un edificio antichissimo che poteva ospitare 3.000 spettatori.
Nel II secolo Commodo lo fece ricostruire portando la capienza a 4.000 persone ( alcuni autori ritengono che tale ampliamento sia opera di Caracalla).
Successive ristrutturazioni furono fatte da Settimio Severo e Caracalla, l'ultima verso la fine del IV secolo ad opera di un potente prefetto dell'annona che lo fece adattare per spettacoli acquatici.
In epoca moderna il teatro fu restaurato nel 1927 e nel 1942.

 

Con riferimento alla pianta i punti piu' significativi sono : (Foto da 16 a 21)
  • A : Spazio per l'orchestra.
  • B : Muri della prima costruzione ( I secolo A.C.).
  • C : Proscenio e palcoscenico, costituito da un pavimento in legno posato sopra al sottostante iposcenio (D).
  • E : Nel punto indicato si trova una grande lastra di marmo che ricorda gli imperatori che esedguirono i restauri ( Settimio Severo e Caracalla).
  • F : Indica l' ampliamento per portare la capienza a 4.000 spettatori.
  • G : Casa di Apuleio, Mitreo delle sette sfere e quattro tempietti
  • H : Ninfeo e Aula di Marte e Venere

Dietro al teatro si trova il Foro delle Corporazioni dove gli imprenditori ( commercianti, navigatori, artigiani) avevano i loro uffici ( per alcuni autori non si tratta di uffici ma di locali destinati ad accogliere i viandanti, cioè di uso simile ai nostri alberghi diurni).
Il Foro delle Corporazioni, costruito insieme al teatro, costituisce un complesso unico nel suo genere in quanto con i suoi mosaici fornisce una visione dei commerci di Roma nell'età imperiale.
La prima costruzione aveva un muro, in opera reticolata, di cui si vedono alcuni resti e su tre lati era circondata da un corridoio.
Nell'epoca di Claudio (41 - 54) fu rialzato il livello del piazzale e venne edificato il portico ad una fila di colonne laterizie, in epoca domiziana (81 - 96) edificarono il tempio che si trova al centro ( chiamato "tempio di Cerere", anche se tale attribuzione non ha alcun fondamento), in età adrianea (117 - 138) fu nuovamente rialzato il livello e venne completato il portico con una seconda fila di colonne.
I primi mosaici del portico risalgono al periodo adrianeo, mentre i muretti ( in opera listata) che dividono il portico in stanze (stationes) sono del III secolo e si sovrapposero ai mosaici.
Il pricipale scopo di questo grande piazzale ( 107 x 78 mt) era funzionale al teatro in quanto offriva un luogo per passeggiare negli intervalli o per ripararsi in caso di pioggia. I mosaici che rappresentano le diverse attività sembrano essere una forma pubblicitaria che veniva pagata con sovvenzioni al teatro, questo almeno secondo l' ipotesi piu' accreditata tra gli archeologhi.
Le stationes ed i relativi mosaici si articolano su tre lati del portico, indicati nella pianta con : L1 L2 L3.
Nei link sottostanti sono descritti, con foto, i mosaici piu' significativi.

Poichè i mosaici sono all'esterno molti sono rovinati o coperti da detriti e visibili solo parzialmente cosa che rende difficile il loro riconoscimento, per alcuni sono riportate le foto che possono facilitarne l'identificazione (Foto da 22 a 26.
L1  L2  L3 

Commerciati di stoppa e corde
Conciatori di pelle di Ostia e di Porto
Commercio del grano
Commercio dell'avorio
Commercianti cartaginesi in proprio
Naviganti e negozianti di Cagliari
Faro di Claudio

Scena di scarico di una nave
Mosaico raffigurante il Nilo
Animali selvatici
Armatori di Narbona (Gallia)

Armatori di Alessandria
Traghettatori
Anfora olearia della Mauritania
Nave carica di anfore
Scena di caccia
Nereide su Ippocampo
Diana con un cervo
Sacello dell'Ara dei Gemelli



Casa di Apuleio Foto 27





Fig. 4
Ostia antica
Casa di Apuleio, Mitreo delle sette sfere (M) e quattro tempietti
 





Terminata la visita al Piazzale delle Corporazioni, punto 9 in figura 3, a destra si accede, per uno stretto passaggio, alla Casa di Apuleio.


L' importanza di questa costruzione risiede nel fatto che è uno degli ultimi esempi di Domus (casa) signorile repubblicana dell'età traianea.
Il nome deriva da un tratto di conduttura in piombo, ritrovata nella casa, con un bollo riportante la dicitura "P. Apuleius".
La costruzione subi' interventi nel II secolo e nel periodo imperiale ( vedi NOTA e il dettaglio a lato).
Alla casa si accede attraverso uno stretto vestibolo (V in fig.4) che conduce in un giardino (C) con una vasca e colonne. L'architettura di questo ambiente fu ripresa e sviluppata nei periodi successivi dando origine al modello di casa con cortile porticato, molto utilizzato nell'edilizia ostiense.
La Domus di Apuleio ( per alcuni autori in realtà appartenete alla famiglia Gamala, vedi piu' oltre il paragrafo dei quattro tempetti) presenta una particolare ricchezza di mosaici che non si ritrova nelle costruzioni di epoche successive.


Gli ambienti piu' interessanti sono :
  1. Pavimento in formelle di marmo colorato con mosaico in bianco e nero ( meta del II secolo)
  2. Mosaico rappresentante Nereidi ( meta del II secolo)
  3. Mosaico con Satiro e Menade ( meta del II secolo)
  4. Mosaico rappresentante lottatori ( inizi del III secolo)


Mitreo delle sette sfere Foto 28

A fianco della casa di Apuleio si trova uno dei mitrei meglio conservati di Ostia.
Si noti l'ingresso posto lateralmente in modo da evitare che passando si possa vedere l'interno.
Appena entrati a sinistra si trova il pozzo rituale, piu' avanti due podi su cui prendevano posto i fedeli e sulla parete di fondo un rialzo su cui era posta l'immagine del dio Mitra ( quella che si trova nel mitreo delle sette sfere è un calco in gesso, l'originale è conservato ai Musei Vaticani).
L'interno è decorato con mosaici rappresentanti figure e simbolismi del culto di Mitra, sette dei quali a forma di archi di cerchio danno il nome al mitreo ( gli archi dovrebbero simboleggiare sfere celesti. da cui il nome " delle sette sfere").
Il mitreo è stato datato tra la metà del II e l'inizio del III secolo D.C.


I quattro tempietti

Di fronte al mitreo si trovano quattro tempietti identici costruiti su una unica piattaforma, costruiti da un certo Gamala ( secondo l'interpretazione piu' condivisa di una iscrizione trovata a Porto) tra il 90 ed il 60 A.C.
I tempietti subirono molti interventi, alcuni dei quali ricordati nei mosaici che li decorano.
Uno dei tempietti ha un altare con l'iscrizione "Veneri sacrum" ( sacro a Venere) che ne consente l'identificazione.
Attualmente non possono essere visitati all'interno.
Superati i tempietti si trova l'area sacra con due edifici, il primo è il sacello di Giove del I secolo D.C., il secondo un ninfeo a tre absidi.


Grandi Horrea

Dai quattro tempietti si riprende il decumano, sulla destra si incontra un piccolo ninfeo seguito da un cippo di Canino inglobato in un muro, accanto al cippo l'iscrizione "privatum ad Tiberim usque ad acquam" indica che ilterreno da quel cippo fino al Tevre era privato.
Seguono una serie di botteghe, un'aula del IV secolo con absidi e, a destra, una sala rialzata nella quale era collocato il gruppo mrmoreo di Marte e Venere ora spostato.
Procedendo sul decumano, poco distante dalle mura del Castrum si incontra un tempietto in opera reticolata ( 70 - 50 A.C. vedi Le costruzioni Romane) in cui appare evidente un rifacimento in mattoni dell'epoca imperiale.
Dopo il tempietto, sulla destra, si incontra il piu' grande edificio commerciale (Grandi Horrea) dedicato ad immagazzinare il grano, per questa funzione le celle sono con pavimento rialzato su pilastrini ( "suspensurae", simili a quelle utilizzate nelle terme) in modo da permettere la circolazione d'aria e mantenere asciutto il grano che veniva immagazzinato in sacchi.


Da Via Dei Molini a via dei Dipinti Zona di maggiore interesse Vedi foto


Molti degli ambienti descritti nel seguito non sono accessibili al pubblico, si possono vedere solo parzialmente attraverso le cancellate che li chiudono.
I punti di maggiore interesse sono la mescita di vino ( "thermopolium") praticamente intatta ed accessibile al pubblico e la casa di Diana esternamente restaurata.





Fig. 5
Ostia antica
Quartieri Centrali
Da Via dei Molini a via dei Dipinti
 


Dai magazzini (grandi horrea) si torna sul Decumano e si procede fino all' incrocio, sulla destra, con via dei Molini.
In questo punto il Decumano è stato riportato al livello che aveva nell'età repubblicana, lasciando in evidenza i resti di una delle porte del Castrum in opera quadrata di tufo.
Si gira per via dei Molini che incrocia via di Diana, subito dopo questo incrocio, a sinistra, si incontra un grande panificio (A in figura 5) con "tabernae" per la vendita al minuto.
All'interno si possono vedere le macine di pietra lavica, di proveninza da Orvieto, di due tipi uno per la macinatura del grano, l'altro per l'impasto della farina.
Alle spalle del panificio si trova un corridoio che originalmente consentiva di raggiungere la via di Diana, in epoca severiana fu chiuso con muretti in opera listata forse per fungere da ambiente di servizio del panificio ( i panifici di Ostia erano molto carichi di lavoro anche perchè il loro pane era venduto a Roma).
La parte finale fu destinata a sacello del dio Silvano (B in figura 5).
Dal panificio si torna all'incrocio con via di Diana.
La strada, via di Diana, è restaurata ed offre la possibilità di vedere come si presentavano le strade romane con costruzioni abitative a piu' piani e botteghe al piano terra.
Sulla destra di via di Diana si trova la Casa di Diana (C in figura 5) del II secolo D.C.
In questo periodo gli spazi per costruire ero praticamante esauriti e chi edificava al centro della città doveva adottare soluzioni di ripiego.
Nello specifico la Casa di Diana si veniva a trovare con altri edifici praticamente addossati che impedivano ad alcuni appartamanti di prendere luce.
Il problema vene risolto con un cortiletto interno sul quale si affacciano gli appartamenti addossati alle altre costruzioni.
La Casa di Diana, inoltre, ha la particolarità di avere una sola latrina in comune e di essere priva di cucine, per questi motivi si ritiene che si tratti di un albergo o di un caseggiato con stanze in affitto.
Nella casa si entra per uno stretto corridoio che conduce al cortile centrale, circondato da pilastri, sul quale si affacciano le stanze.
Le ultime due stanze in fondo al cortile sulla destra furono trasformate in mitreo.
Subito dopo la casa di Diana, su via dei Balconi, si incontra Il Caseggiato del Mitreo di Lucrezio Meandro ( Din figura) al quale è appoggiata la casa di Diana.
Il caseggiato risale circa al 127 D.C., la casa di Diana è datata intorno al 150 D.C., questo significa che lo spazio edificabile nella zona centrale si esauri nell'arco di pochissimi anni, testimoniando, cosi, il grande sviluppo di Ostia.
Gli ambienti del caseggiato sono stati modificati nel III secolo per trasformarli in un mitreo.
Procedendo lungo via dei Balconi si incontra una serie di botteghe ed una fontana ben conservata.
Da questo punto si torna in dietro e si riprende via di Diana sulla quale si trova una mescita di vini molto ben restaurata.
Nel primo ambiente sono presenti il bancone per la mescita, bacini per lavare i bicchieri ed una serie di scaffali in marmo con alla sommità un dipinto raffigurante i generi posti in vendita.
In un ambiente sulla destra è realizzata la cucina che prosegue con un cortile interno attrezzato con bancone per consumazioni all'aperto.
Superata la mescita di vino ( che i romani chiamavano "popina" o, piu' raramente, "thermopolium" all'incrocio tra via di Diana e via dei Dipinti ai trova un caseggiato ( vedi E in fig.5 ) chiamato "Caseggiato dei dipinti", diviso in tre "insule" un tempo ricche di pregevoli dipinti, ora uqasi scomparsi o in locali non agibili.

Il caseggiato dei Dipinti


Internamente delle decorazioni del caseggiato dei Dipinti non rimane nulla e comunque non è consentito l'accesso.
L'unico punto da cui si intravede parte di un mosaico è da una cancellata che guarda all'interno del cortile ( Fig. 6 punto 13).

Ostia antica Caseggiato dei dipinti


Fig. 6
Ostia antica
Quartieri Centrali
Caseggiato dei Dipinti
 



Il Caseggiato dei Dipinti,vedi fig. 6, risale al 128 - 138 D.C. ed è diviso in tre " insule " con locali dati in affitto.
La pianta ha una curiosa forma ad L dovuta alla necessità di realizzare un giardino per dare luce alle stanze che altrimenti sarebbero state addossate ad un' altra costruzione ( vedi fig. 5 ), questo sempre a causa della mancanza di spazio edificabile nei quartieri centrali.
Nella prima insula ( A in fig. 6 ) si trova una scala agibile che conduce ad una terrazza dalla quale si ha una ottima vista di molta parte degli scavi.
Proseguendo lungo la costruzione si volta su via dei Dipinti dove si aprono gli ingressi del caseggiato.
La prima, chiamata " Insula di Giove e Ganimede" ( vedi A in figura), piu' spaziosa delle altre è decorata con pitture di età piu' tarda della costruzione, gli ambienti piu' interessanti (vedi fig.6 a lato) sono :

1 Coridoio
Conduce dal vestibolo ad un cortile ( 2 in figura ) a sua volta in comunicazione con il giardino ( G ). Nella parte finale ( 3) è decorato con pitture datate tra il 140 ed il 160 D.C., il piccolo locale ( 3 ) fu realizzato successivamente con una tramezzatura, solo in questa zona venne lasciata la decorazione originale a fondo bianco, la rimanente parte del corridoio fu ridipinto a fondo rosso con figure in giallo e verde.

4 Stanza
Nella stanza si trova un dipinto che è servito agli archeologhi per la datazione, con il seguente ragionamento :
Il dipinto reca la data "VII Kalendas Commodas" cioè " settimo giorno prima delle calende di Commodo".
Poichè l'imperatiore Commodo ( vedi a lato) decise di chiamare con il proprio nome il mese di agosto nel 184 D.C., nel dicembre del 192 D.C. fu ucciso e naturalmente il mese di agosto riprese il suo nome, l'affresco doveva essere finito tra queste due date ( 184 - 192 D.C.).

5 Soggiorno ( tablino)
In questa stanza si trova la maggiore quantità di intonaco dipinto in un unico ambiente di Ostia, inoltre vi si trovava il quadro ( andato perso) di Giove che accarezza Ganimede, da cui il nome dell'insula.

Seguono due insule che originariamente contenevano dipinti ora praticamente scomparsi.
Usciti dall' insula di Giove e Ganimede si procede lungo via dei Dipinti e, superata la scala che porta ai piani superiori si trova la seconda insula detta "di Bacco Fanciullo", il cui ingresso è immediatamente dopo la scala ( in Fig 6 ).
Al suo interno si trovava un dipinto di Mercurio che tiene in braccio Bacco bambino, ora non piu' presente, che ha dato il nome all'insula.
Rimangono due dipinti con raffigurazioni di mesi ed un mosaico della metà del IV secolo.
Dalle finestre che affacciano sul cortile si vede, ( sul muro, 13 in Fig. 6 ), un mosaico del II secolo che non è di Ostia ma proviene da una villa sulla via Laurentina e, sulla sinistra, un'edicola con una statua di Giove.
Segue la terza insula " Insula dei Dipinti " che, nonostante il nome, ora non contiene piu' alcun dipinto.

Proseguendo lungo via dei Dipinti, al termine della strada, si arriva al "Caseggiato dei Doli" ( D in Fig. 6 ), una costruzione commerciale al cui interno si trovano alcuni doli in terracotta ( dolia de fossa ) destinati alla conservazione di alimenti liquidi. In tutta Ostia sono stati rinvenuti solo tre ambienti con questa caratteristica.
Su alcuni dei doli è impressa la capacità in " amphorae " ( 1 amphora equivale a circa 20 litri), i doli interrati riportano mediamente 40 amphorae cioè circa 800 litri.


Da questo punto si possono seguire due itinerari :

Visita al Museo Ostiense, che si trova proprio di fronte, alla sommità di una scalinata; oppure, saltando il museo, si torna indietro lungo via dei Dipinti per proseguire la visita agli scavi con il percorso del Foro.