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Roma Basilica dei S.S. Quattro Coronati Particolare della volta
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Cenni di storia
La Basilica dei S.S. Quattro Incoronati è ubicata lungo il pendio nord del Celio, in una zona anticamente chiamata "Caput Africae".
Le origini del nome "Quattro Coronati" sono ancora controverse.
Per alcuni si tratterebbe di ignoti soldati romani appartenuti alla guardia d' onore di Diocleziano, uccisi sul Celio per non aver voluto sacrificare ad Esculapio, altri li identificano come "artifices metallici" che si rifiutarono di scolpire le statue di Esculapio volute da Diocleziano.
La prima citazione della Basilica compare nel 595 in una lista dei presbiteri partecipanti ad un sinodo.
Una prima ristrutturazione fu fatta dal Papa Onorio I nel VII secolo, successivamente, alla fine del VIII secolo, altri lavori frono eseguiti da Papa Adriano .
Nel 1084 le orde normanne, nel corso di un saccheggio, causarono un devastante incendio che procuro' gravissimi danni alla Basilica.
Nel 1116 Papa Pasquale II la ricostrui' totalmente ed è questo l'impianto basilicale di epoca romana che ancora oggi si puo' ammirare: un edificio a pianta lungitudinale absidato scandito da tre navate con marmi e cripta semicircolare dove giacciono le spoglie dei quattro martiri.
Pasquale II affido' la Basilica ad una comunità di monaci, cui, nel 1138, si sostituirono i Benedettini.
Tra il 1244 ed il 1251, anno in cui la curia Papale era lontana da Roma, il luogo fu usato come residenza di Stefano Conti, cardinale di spicco nella vita politica romana.
Il cardinale Conti realizzo' un ricco "palatium" sicuramente connesso con il vicino "patriarchio" lateranense.
Del palazzo oggi restano solo la "Torre Maggiore" e la contigua "Torre di San Silvestro" che ospita l'omonima cappella, che, con tutta probabilità conteneva un raro calendario liturgico i cui resti sono ora in una cappella attigua.
Subito dopo, il palazzo, fu scelto come dimora di alcuni senatori di Roma, tra cui il principe Carlo D'Angio' ( 1265 ) ed il Vescovo Benetto che divenne Papa Bonifacio VIII.
Il palazzo ebbe diversi cambiamenti di proprietà fino al 1562, anno in cui Pio IV assegno' il complesso all' arciconfraternita di S. Maria della Visitazione degli Orfani che vi creo' un conservatorio per accoglere zitelle orfane, affidandolo alle monache benedettine.
Il conservatorio rimase attivo fino alla fine del 1800.
Pianta della Basilica
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Roma Basilica sei S.S. Quattro Coronati
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Alla Basilica è annesso un monastero con tre cappelle : S.Barbara, S.Sista e S.Nicola.
Il chiostro ( Pietro de Maria ) ed una quarta cappella ( S. Silvestro) risalgono al XIII secolo.
- I : Primo cortile
- II : Secondo cortile
- III : Cappella di San Silvestro
- C : Chiesa
- CS : Chiostro
- B : Cappella di Santa Babara
- S : Sala del Calendario
- A : Aula gotica
La Basilica si presenta racchiusa da mura con ingresso ad arcata sopra cui si trova il basso campanile.
Seguono due cortili ( I e II in figura) con un portico dal quale si accede all'antico ingresso della chiesa.
La chiesa ( C in figura ) è a tre navate con soffitto in legno risalente al tardo cinquecento; in una cripta sono conservati i corpi dei quattro martiri.
Dalla navata sinistra si accede al chiostro ( C in figura ), mentre dal primo cortile esterno ( I ) si accede all' oratorio di San Silvestro ( III in figura ) che è la parte meglio conservata.
Cappella di San Silvestro
La cappella è formata da un ambiente a pianta rettangolare e da una ..... risalente su tre gradini.
Come si legge nell' epigrafe marmorea in caratteri gotici murata nella parete destra, l' annesso oratorio e la parte residenziale furono costruiti dal Cardinale Stefano Conti. La cappella venne consacrata nel 1246 ,il venerdi precedente la domenica delle Palme, da Rianldo Conti di Ienne, Vescovo di Ostia, che diventerà Papa Alessandro IV. Nell' epigrafe segue l'elenco delle reliquie dei martiri qui' traslate e le indulgenze relative alla visita del luogo.
La cappella fu acquistata nel 1570 dall' università dei Marmorari che fece ridipingere la scarsella probabilmente da Raffaellino da Reggio ( vedi prima foto ).
Il vano principale è coperto da una volta a botte dipinta con croci e selle su fondo bisnco bianco in cui al centro sono disposte cinque coppe di maiolica a smalto a forma di croce, soluzione unica a Roma; il pregiato pavimento cosmatesco è composto da un motivo ripetuto a quinconce.
Il programma pittorico che si svolge nel registro superiore delle pareti è ispirato alle storie leggendarie dell ' imperatore Costantino e di Papa Silvestro. Tratto da la "vita seu actus Sancti Silvestri" scritto tra la fine del IV secolo e la prima metà del V, successivamente cofluito nel Liber Pontificalis
Per comprendere pienamente gli eventi raffigurati è necessario un cenno ai fatti ed alle leggende che legano Papa Silvestro e l' Imperatore Costantino :
San Silvestro
Silvestro, di origini romane, fu il primo Papa a regnare dopo l'editto di Milano ( del 313 ).
Il suo fu un lungo pontificato ( 311 - 335 ) e coincise con un periodo cruciale per la storia della chiesa di Roma, che appena uscita dalla clandestinità e dalle persecuzioni, si trovava ad affrontare i rapporti con la chiesa d' Oriente e l' eresia
Il vero protagonista, in realtà, fu Costantino; a lui si deve il primo Concilio Ecumenico, tenuto a Nicea nel 325.
Papa Silvestro fu l'uomo di paglia di Costantino che , resosi conto della grande diffusione del Cristianesimo decise di sostituire gli organi dello stato di cultura pagana con cristiani.
Costantino in molte occasioni si sostitui' al Papa, tanto da essere chiamo "isapostolo", cioè pari agli apostoli. Costantino stesso si definiva "Vescovo dei Vescovi".
Questa situazione che poneva la chiesa subalterna all' impero non poteva essere tollerata e intorno alla metà del V secolo incomincio' a circolare la leggenda di San Silvestro, creata ad arte dal clero per ribadire la potenza della Chiesa.
Costantino assumeva il ruolo di persecutore dei cristiani, successivamente di convertito a seguito di eventi drammatici che solo la Chiesa poteve dominare.
Secondo la Vita Silvestri , Costantino, ammalatosi di lebbra, ebbe dai medici pagani il suggerimanto di immergersi nel sangue di trecento bambini.
L' imperatore, impietosito dallo strazio delle madri, rifiuto'. La notte seguente gli apparvero in sogno gli Apostoli Pietro e Paolo che gli dissero di recarsi da Silvestro.
Silvestro, che a causa delle persecuzioni si era rifugiato sul monte Soratte, accorse immediatamente e battezzo' l' Imperatore guarendolo miracolosamente dalla lebbra. In realtà Costantino fu battezzato nel 337, dopo la fine del pontificato di Silvestro e dopo il Concilio Ecumenico.
Costantino in segno di riconoscenza fece dono a Silvestro della sovranità su Roma con la famosa "Constitutum Costantini", atto che in realtà fu redatto circa alla metà dell' VIII secolo, ben dopo la morte di Silvestro, e riconosciuto come falso da Lorenzo Valle nel 1400.
La leggenda di Silvestro è ricca di altri episodi, quali :
La resurrezione di un toro che, a seguito di questo presunto miracolo, divenne il suo attributo iconografico.
L' uccisione di un sacerdote ebraico a segno della potenza divina, riuscendo, con questo, a convertire Elena, la madre di Costantino.
Sconfitto un enorme drago stabilitosi in una caverna del Foro Romano, simbolo del paganesimo persistente a Roma.
Silvestro mori' il 31 Dicembre e venne sepolto nel cimitero di Priscilla. Nell' VIII secolo le sue reliquie vennera traslate nella Chiesa di San Silvestro dove tutt'ora si costudisce la sua testa in un reliquario all'interno della sagrestia.
I dipinti della cappella
Il ciclo dipinto slle pareti della cappella rapprsenta queste leggende ed è l'illustrazione piu' completa a noi pervenuta della vita di San Silvestro.
La lettura inizia dalla parete di controfacciata dove nella parte alta è disposto un Giudizio Universale.
Nella parte sottostante il ciclo silvestrino si trovano i dipinti che illustrano gli episodi salienti del suo incontro con Costantino :
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- Costantino lebbroso rassicura le madri
che chiedono grazia per i loro figli.
- I Santi Pietro e Paolo appaiono
in sogno a Silvestro. [ vedi }
- I messi imperiali vano sul monte Soratte
a cercae Silvestro. [ vedi }
- Silvestro battezza Costantino. [ vedi }
- Costantino guarito dalla lebbra
porge la tiara a Silvestro. [ vedi }
- Costantino riceve Silvestro
a Roma. ( vedi sotto)
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Roma Basilica dei S.S. Quattro Coronati L'Imperatore Costantino conduce San Silvestro a Roma
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Sotto la parete di sinistra, piu' rovinata, appaiono i fatti mirscolosi della vita di Silvestro : la resurrezione del toro, la conversione di Elena e la cattura del drago.
Il contenuto programmatico del racconto è un' esplicita affermazione anti imperiale poichè allude al conflitto in corso tra papato e imperatore rivendicando la supremazia della Chiesa romana.
Papa Innocenzo IV aveva da poco scomunicato Federico II, in quanto non solo successore di San Pietro ma anche di Costantino e quindi degli imperatori romani.
A tale proposito appaiono rilevanti due episodi dipinti nella cappalla : Costantino che genuflettendosi offre la tiara a Silvestro, a simboleggiare sia il potere spirituale che temporale della chiesa in quanto la tiara è simbolo dei due poteri, e Cosantino che accompagna il Papa a Roma tenedogli le briglie del cavallo ( foto sopra).
Quest'ultima scena si riferisce alla cerimonia che avveniva a seguito dell'incoronazione imperiale quando il sovranoincontrava per la prima volta il Papa : l' Imperatore a piedi doveva condurre la cavalcatura papale dopo aver aver aiutato il Papa a salirvi.
E' quindi comprensibile l'interesse di Stefano Conti, in quegli ani impegnato nella difesa della supremazia del papato, a rappresentare , nella cappella del proprio palazzo, un manifesto politico di tale portata.
Spendiamo, infine, poche parole sullo stile.
Trattandosi di dipinti propagandistici, le immagini sono piuttosto piatte e sterotipate, delineate con contorni rigidi e convenzionali spesso ripetute in composizioni simmetriche senza profondità.
I colori sono caldi e vivaci specie nella descrizione delle stoffee del cerimaniale.
Molto accurata anche se poco realistica la resa dei paesaggi e degli edifici architattonici.
Il ciclo della Cappella di San Silvestro riveste comunque una grande importanza non solo come documento iconografico, ma anche per essere datato con precisione.
Stilisticamentesi inserisce nella corrente pittorica medioduecentesco di Roma e del Lazio, con influenze dei dipinti della cripta della cattedrale di Anagni, opera di Maestro Ornatista e Terzo Maestro di Anagni che la conclusero nel 1231.
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